Leonforte fra Peppone e don Camillo
- Gabriella Grasso

- 2 lug
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Mercoledì pomeriggio è stata ridata alla comunità leonfortese la chiesa di Maria SS del Carmelo, la copatrona del paese.
La chiesa è stata restaurata e restituita ai leonfortesi dopo anni di abbandono.
La cerimonia di riapertura, con messa solenne presieduta da monsignor Schillaci, benedizione di arredi e popolo, è stata magnificente .
La comunità paesana ha molto apprezzato l'opera di padre Rubulotta, che ha voluto il restauro della prima chiesa di Leonforte, all'interno della quale è ancora conservata la pietra miracolosa..
"Resta un'amarezza" scrive il consigliere Calì sulla pagina Leonforte ai leonfortesi "l'assenza totale dell'amministrazione comunale" .
E per la verità l'assenza era stata notata anche durante la funzione.
Non c'era nessuno/a fascia munito, a rappresentare il potere costituito.
Nessuna intervista sull'evento straordinario e certamente foriero di turisti e entrate.
Niente.
E dire che non c'è apertura di bottega o trasferimento di attività che non li veda protagonisti.
E allora che fu?
Perché?
Mormoravano i presenti.
Vuoi vedere che il sindaco si è ricordato d'essere di sinistra e dunque formalmente in conflitto con le cose di chiesa? Vuoi vedere che la collaborazione fra potere spirituale e potere temporale per il sommo bene dei più è passata in second'ordine in nome dell'obbedienza alla "linea di Mosca" inorridita dal perbenismo beghino?
No.
Niente di tutto questo è successo.
Ci sarà stato un qui pro quo in luogo di un quid pro quo .
La chiesa del Carmelo, in tutta la sua essenziale eleganza, merita l'ammirazione di chi ama L

eonforte.





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