top of page
Original on Transparent.png

A "fera" di sant'Antonino

A "fera" di Sant'Antantonino è per i leonfortesi l'inizio della bella stagione. Inizia l'11 e finisce il 13 con la processione del santo, che attraversa il corso, fra le bancarelle e i tavolinetti dei bar all'aperto: il déhors

. La gente passeggia, guarda, compra e sbuffa perché ci sono sempre le stesse cose; le stesse merci che troviamo ogni venerdì al mercato settimanale: la "fera" , aumentano solo i "nivuri" che aiutano i "firara" . In un post su Facebook, Carmelo Billotta ha ricordato il fuoriclasse dell'antica fiera di sant'Antonino: il venditore/giocoliere/imbonitore di piatti, che con la maestria del prestigiatore sbatteva cristalli e porcellane ( in realtà vetri e resine di scarsa fattura) su una superficie durissima senza farli rompere, peccato che a casa bastava appoggiarli distrattamente sul ripiano del lavallo per sbeccarle quelle stoviglie infrangibili però era bello crederci perché era un teatro e a teatro la raltà o meglio l'incredulità si sospende. Sant'Antonino è passato, ora aspettiamo la "fera" della Madonna, poca cosa per la verità, ma ci consoleremo con i mercati del venerdì , pieni di cose di cui non abbiamo bisogno, ma che ci illudono di poter comprare la felicità indosando uno status sociale irraggiungibile mentre i ricchi ridono della nostra mal celata invidia . E se cominciassimo a pensare che comprare ci rende schiavi? Pensa che rivoluzione sarebbe, ma le rivoluzioni si fanno a ottobre alla "rifriscata" ora c'è caldo per pensare. >Lo faremo, dopo o anche mai. Buona estate.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page