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A Leonforte si è tenuto il 2°convegno convegno internazionale sulla terra del grano.

Dal 29 al 31 di maggio, si è svolto il 2°Convegno Internazionale su "Cerere e la terra del grano i simboli del pane". Il convegno è stato organizzato e

ralizzato dall’Associazione Pietas di Roma, Templum Cereris, Dimora degli Dèi, Museo della Cuddura e dall’Associazione Culturale Tesori di Sicilia di Leonforte. L’iniziativa ha posto al centro il pane quotidiano che è alimento ma anche segno culturale, religioso e comunitario

e con il pane Demetra/Cerere, la dea delle messi, la madre gioiosa e dolorosa, la nutrice che da governa il cuore della Sicilia. Nei tre giorni sono state realizzate le cuddure: i pani che raccontano l'agiografia dei santi e della sacra famiglia. Angela Vitale, coadiuvata dal suo staff, ha coinvolto gli studenti presenti in un percorso pratico e narrativo dedicato a una delle espressioni più riconoscibili della tradizione leonfortese. Nel corso della stessa mattinata è intervenuta Gordana Bekčić, che ha illustrato il valore del pane sacro e rituale nella tradizione serba, con particolare riferimento alla česnica e ai pani legati alla Slava. Il pane è in entrambe le culture un elemento di condivisione ritualizzata che può diventare argomento comune e leva di sviluppo e di sviluppo hanno discusso il professore Ferreri, docente di Sociologia del Territorio all’Università degli Studi di Catania, e Giovanni Vitale, esperto di scienze della comunicazione, e nel capitale sociale, nella collaborazione tra associazioni e nella cura delle memorie locali un patrimonio capace di generare futuro. La serata si è conclusa con l’inno “Salve Dea Minerva”, composto e cantato da Basilio Varveri e ispirato all’inno orfico XXXII, seguito dalla degustazione della cuccìa. Tanti sono stati i contributi e tanti i e le partecipanti: Salvatore Timpanaro, dottore in Teologia e docente negli istituti pubblici che, oltre alla relazione “San Giuseppe e le cuddure: aspetti teologici e devozione popolare del patriarca più amato di Leonforte”, ha presentato in PowerPoint “Il ciclo del grano: dalla semina al pane”. Giuseppe Li Rosi, fondatore dell’associazione culturale Simenza, già Commissario Straordinario presso la Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone nel 2013 e studioso di biodiversità, agroecologia e agromeopatia, è intervenuto con la relazione “La biodiversità: occasione di cambiamento” e ancora Matthias Gebauer, direttore e CEO del Museen im Kulmbacher Mönchshof (Germania), con “Where Ceres became a brewmaster: beer, bread and fertility in Nordic and Germanic mythology”, ha messo in relazione il rapporto tra birra, pane e fertilità nelle tradizioni mitologiche nordiche e germaniche. Elena Petri ha preso parte ai lavori del convegno, contribuendo al dialogo tra studiosi, operatori culturali e rappresentanti delle realtà associative coinvolte. L’archeologo Giuseppe Barbera, presidente dell’Associazione Pietas di Roma, è intervenuto con la relazione “Il valore del pane e del vino nelle tradizioni antiche precristiane”, offrendo una lettura storico-religiosa del pane e del vino come elementi centrali nei sistemi simbolici e rituali del mondo antico. Si

è discusso di educazione al consumo consapevole, di altari e sviluppo sostenibile. La Cuddura può diventare un patrimonio UNESCO e per questa ragione è stata presentata agli uffici competenti di Roma, in data 13 Marzo 2026, la richiesta per il riconoscimento de “La Cuddura, pane sacro di Leonforte”. Al centro di questa visione vi è il lavoro del professore Basilio Varveri, studioso e custode di un repertorio culturale che intreccia canti, riti, memoria popolare e civiltà del grano, coadiuvato da Mauro Crisafulli, esperto in politiche territoriali, impegnato nella valorizzazione dell’identità territoriale e delle produzioni locali. Il loro obiettivo è chiaro: trasformare il grano, e in particolare i grani antichi siciliani, da semplice prodotto agricolo a perno di una nuova economia dell’entroterra, capace di unire agricoltura, cultura, turismo, artigianato, ricerca e comunità.Tre giorni ricchissimi e carichi di riflessione, storia e prospettive e le istituzioni? Assenti…

Accanto alla soddisfazione per il successo del convegno, il professore Basilio Varveri ha tuttavia dovuto constatare la totale assenza delle istituzioni locali e dei loro rappresentanti, limitatisi alla concessione dei locali in cui si sono svolti gli eventi.


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