Bentornata normalità, bentornata scuola.
- Gabriella Grasso

- 9 giu
- Tempo di lettura: 1 min
La legge Valditara contro l'educazione sessuo/affettiva prima delle medie o secondarie di primo grado è passata e anche dopo ogni riferimento al rispetto per sé e l'altro/a da sé , dovrà essere perfettamente organico al programma. Si potranno appendere cartoncini con mani rosse e la scritta NO VIOLENZA o colorare di rosso panchine, porte dismesse, steccati, ma ragionare di abusi derivanti da arretratezza culturale, devianza o fanatismo religioso con chi ne avrebbe più bisogno 'nzammà signuri! Servirà l'autorizzazione dei genitori per parlare di queste cose scandalose nella scuola dell'infanzia quando i pregiudizi di genere si cementano nel silenzio di adulti omertosi e bimbi incapaci di comprendere l'inviolabilità del proprio corpo o il senso di parole oscene. Ci vuole l'autorizzazione delle famiglie perché la scuola educhi laddove le famiglie non sono in grado di farlo e vale an

che per gli adolescenti che si formeranno sui video pornografici, imparando a considerare la donna come una cosa da usare e gettare . La scuola di Valditara deve formare sfornatrici di bambini, manodopera a basso costo e a zero pretese sociali senza ingerenze propagandistiche da parte del Gender, che non si capisce cos'è. La prossima legge riguarderà l'abolizione dell'articolo 33 della costituzione italiana e ripristinerà il testo unico di Stato con obbligo di divisa scolastica e preghiera mattutina. La legge Valditara è funzionale alla cultura patriarcale che vittimizza la vittima e nega la responsabilità collettiva dei femminicidi ed è invece ferocissima con gli asterischi alla fine delle parole, che porterebbero confusione di genere e dunque frociaggine. Evviva!





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