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SANTO EMANUELE. E'NICOSIANO UNO DEGLI ASSASSINI DEI FRATELLI ROSSELLI

Abbiamo deciso di riportare alla luce la figura del Colonnello Santo Emanuele, perché rientra a pieno titolo nel percorso editoriale che abbiamo intrapreso oramai da 5 anni fa e che ci vede impegnati nel riportare alla luce  molte vicende “ nostrane” che sono ormai passate nel dimenticatoio.

E quella del colonnello Emanuele sicuramente è una di queste.

L’inchiesta del giudice Robino, su questa pagina oscura della vita politica italiana nel periodo fascista, dipinge la figura del colonnello Santo Emanuele come un faccendiere, provocatore e dai comportamenti camaleontici.

Santo Emanuele fu uno dei massimi dirigenti del servizio segreto agli ordini del fascismo, organizzatore ed esecutore  dell'assassinio dei fratelli Rosselli.

Quando capì che la guerra era persa, passò subito armi e bagagli al servizio degli americani, pronto alla contrattazione e al mercanteggiamento dei dossier accumulati, compilatore di memoriali ricattatori, è disposto alla delazione anche nei confronti dello Stato Maggiore.

Servo dei tedeschi prima, e degli americani poi, la sua figura suggerisce che già allora  in questo nostro paese non è il potere politico a controllare i servizi ma al contrario, e sempre, sono questi a controllare il potere politico dopo aver venduto i propri servigi alla potenza straniera vincente e dominante.

Cosi scriveva infatti Santo Emanuele: «Agli alleati noi dobbiamo dare soltanto buoni, bravi e leali combattenti. Sarà bene per noi, per oggi e per domani».

Mi auguro solo che dopo questo nostro speciale  non venga in mente a qualcuno di dedicargli una rotonda o un monumento.


Per quanti vorranno conoscere meglio Santo Emanuele, di seguito abbiamo allestito una scheda biografica.




Santo Emanuele e` nato a Nicosia il 7 luglio 1893

Entrato alla Scuola Militare di Napoli, Emanuele fu nominato Sottotenente dell'Esercito nel marzo 1915. Nel 1917 divenne Ufficiale dei Carabinieri. Dall'aprile 1934 fu Vicecapo del Controspionaggio (Sezione III) del Servizio Informazioni Militare (SIM). Divenne nel 1936, con il grado di Tenente Colonnello, capo della sezione controspionaggio, prendendo il posto del collega Giuseppe Pièche.

Fu uno degli ideatori dell'assassinio dei fratelli Rosselli, unitamente al generale Mario Roatta, al colonnello Paolo Angioy e al maggiore Roberto Navale, probabilmente con la tacita approvazione del ministro degli Esteri Galeazzo Ciano e del suo capo di gabinetto Filippo Anfuso. L'assassinio avvenne in Francia ad opera di militanti dell'organizzazione di estrema destra francese Cagoule, guidati da Jean Filliol.

Nell'aprile 1940, in rotta con i vertici del SIM, ottenne che la sezione III divenisse autonoma, con la dizione Controspionaggio militare e servizi speciali (CSMSS). I sogni di autonomia di Emanuele cessano nel gennaio 1941, quando viene dimissionato con l'accusa di avere responsabilità in un grosso ammanco di cassa. Nominato il 15 gennaio 1941 comandante della legione CC RR di Padova, nel luglio e' costretto a dimettersi dall'arma.

Rientrato in servizio dopo la liberazione di Roma, il 16 settembre 1944 è arrestato a Roma; nei successivi interrogatori ammette le proprie responsabilità nell'omicidio Rosselli, coinvolgendo l'ex superiore Roatta. Il processo inizia nel gennaio 1945 e si conclude due mesi più tardi con la condanna di Emanuele all'ergastolo. Nel processo di appello del 1949 viene assolto per insufficienza di prove.

E’ moro a Catania il 30.06.1977

Fonte : Mimmo Franzinelli, IL DELITTO ROSSELLI, Feltrinelli -2017

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