Don Rugolo ha stuprato ma perché era malato.
- Gabriella Grasso

- 10 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Apprendiamo da ViviEnna che sono state rese note le motivazioni della sentenza dei giudici della Corte d’Appello di Caltanissetta nei confronti di Giuseppe Rugolo, ridotto allo stato laicale e condannato a 3 anni di reclusione per violenza sessuale ai danni di minore. Nel dispositivo si legge che Rugolo avrebbe avuto “evidenti anomalie comportamentali”, “contrassegnate da una vera e propria devianza sessuale mascherata da missione pastorale” cioè l'uomo Rugolo, approfittando della dote reputazionale conferitagli dall'essere uomo di Dio, stuprava o in caso di rifiuto, screditava fino all'isolamento dal gruppo parrocchiale il malcapitato. Rugolo usava il potere come arma di ricatto e violenza certo dell'impunità datagli dal sistema omertoso e laico e clericale. Un sistema che non ha a che vedere con patologie individuali, ma con modi e metodi codificati e stratificati nelle società patriarcali. La curia di appartenenza di Rugolo, quella di Piazza Armerina, esce indenne dal giudizio di secondo grado mentre era stata ritenuta responsabile civile nel primo e lo stesso vale per il vescovo Gisana che resta indagato per falsa testimonianza insieme a monsignor Murgano, ma non è responsabile degli atti di Rugolo pur sapendo e naturalmente nessuna colpa gli vien fatta dall'aver omesso "con ogni evidenza qualsivoglia seria iniziativa a tutela dei minori”. Ancora una volta dunque trionfa il sistema patriarcale che , ob torto collo, condanna un singolo per salvaguardare i più. Uomini senza principi, manipolatori, erotomani e abusatori, accusati di assedio sessuale verso i più fragili e con la complicità del moralismo imperante potranno continuare a fare quello che hanno sempre fatto in quanto gerarchicamente privilegiati. Essere un abusatore – o partecipare della classe degli abusatori – non è qualcosa che dipende necessariamente dai nostri atti, ma da un sistema del quale siamo partecipi e che ci pone in questa posizione











Commenti