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Il 2 giugno è la festa della Repubblica e non delle forze armate! L'hanno capito anche i cavalli.

Ieri è stato il 2 giugno e come ogni 2 giugno, in Italia si celebra la Repubblica perché nata il 2 giugno del 1946 . Dopo vent'anni di totalitarismo e grazie alla guerra partigiana di liberazione si poté

andare al voto per scegliere fra Monarchia ( che aveva governato prima e durante il ventennio consentendone ogni abuso) e Repubblica ( auspicata dai partigiani e dalle partigiane). Andarono a votare 24.946.878 persone, ossia l'89,08 % degli aventi diritto, le schede valide furono 23.437.143, le bianche 1.146.729 e le non valide ( bianche incluse) 1.509.735; vinse la Repubblica con 12.718.641 contro i 10.718.502 della Monarchia. A Leonforte prevalse la Repubblica con 4.379 voti a fronte dei 3.390 per la Monarchia, su un totale di 8.412 votanti, in netta controtendenza rispetto alla regione dove vinse ampiamente la Monarchia . Quest'anno la Repubblica festeggia 80 anni e la cerimonia più importante, come sempre, si è svolta a Roma, con la sfilata delle forze dell'ordine ai Fori imperiali davanti al presidente della Repubblica, del Consiglio, dei presidenti di Camera e Senato, del ministro della Difesa e degli Esteri. La parata pervasa da spirito militarista è iniziata dopo l'omaggio al Milite Ignoto del presidente della Repubblica e l'inno nazionale cantato da Bocelli e si è conclusa con le Frecce Tricolori che hanno sorvolato l'Altare della Patria. Non c'è stato invece il lancio dei paracadutisti dell'Esercito ( mannaggia) che sarebbero dovuti atterrare davanti al presidente della Repubblica. I preparativi per la grande parata militare sono cominciati giorni addietro e venerdì scorso mentre i cavalieri dell'esercito provavano la sfilata a cavallo e la polizia i fuochi d'artificio, presso le terme di Caracalla, i cavalli sono scappati terrorizzati dai botti sparati da un vigile urbano, che mimava il lancio delle bombe, causando tamponamenti e 4 feriti. Solo sabato mattina sono stati recuperati tutti i cavalli e 15 di loro avevano riportato ferite importanti. Lo scorso aprile, sul giornale Avvenire era stata pubblicata una proposta: sostituire la parata militare con una sfilata civile, per dare voce concreta a quella parte della Costituzione italiana che ripudia la guerra, ma niente. Anche quest'anno sulla via fascista e colonialista dei Fori imperiali è andata in scena la nazione armata applaudita dai gongolanti rappresentanti dello Stato e da tante e tanti italioti. Meglio hanno fatto i cavalli che a scappare hanno provato e mentre a Roma, le Frecce tricolori inquinavano l'aria, ad Amendolara ( Cosenza) venivano arrestati i caporali che avevano bruciato vivi quattro braccianti agricoli, quelli che lavorano la terra per dar da mangiare anche a chi li vuole remigrare. I quattro braccianti agricoli non erano italiani, erano migranti irregolari sfruttati regolarmente e pagati una ventina di euro per 10/14 ore lavorative. L'ultimo rapporto su caporalato e agromafie, curato dalla Cgil Placido Rizzotto ha dimostrato che a lavorare nei campi italiani sono circa 200mila i migranti ( assai spesso irregolari), un quarto del totale dei braccianti. Il prossimo 2 giugno potremmo far sfilare loro piuttosto che le forze dell'ordine anche per dare credito al primo articolo della Costituzione più bella del mondo.

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