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Leonforte dice basta agli immondezai pensili. È una questione di civiltà.Prima o poi.

Durante la settimana santa leonfortese, assai partecipata tanto online quanto onlife, da residenti e da forestieri , insieme a post con vare e luminarie, confrati e consorelle in posa col Cristo morto e la Madonna piangente, è comparso , di nuovo nuovamente, l'amo da pesca penzolante. Di ami da pesca penzolanti, Leonforte abbonda. Si tratta ,per la verità, di ganci o anche crocchi di gruccia, utilizzati in luogo dei moschettoni per posa ( dal costo di 0,39 euro) che servono a "scendere" l'immondizia o a metterla fuori di casa, in attesa che venga ritirata dagli operatori ecologici . Un'abitudine radicata e diffusa che non tiene conto del decoro, dell'igiene ( capita che dal sacchetto gocciolino residui di scarti non meglio definibili) e della pubblica incolumità : i crocchi sono spesso ad altezza viso e rimangono a penzolare anche senza sacchetto, per dimenticanza o sciatteria, rappresentando un serio pericolo per gli occhi degli ignari passanti. In molti paesi la questione è stata risolta con moral suasion e multe, da noi invece suscita solo ilarità e alzate di spalle. Si può essere così tolleranti di fronte a questo incivile fenomeno? Sarebbe opportuno tentare di porre fine a tutto questo? O no? Potremmo anche riesumare altre usanze e trasformarle in folclore acchiappaturisti. Potrebbe essere una risorsa: Leonforte borgo dei ganci e della "lurdia".

La foto è stata presa dal gruppo Leonforte nel Cuore.
La foto è stata presa dal gruppo Leonforte nel Cuore.

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