Leonforte si cura.
- Gabriella Grasso

- 13 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Dalla pagina Facebook del primo cittadino apprendiamo che, 150mila euro pervenuteci dalla regione serviranno a implementare il sistema di videosorveglianza paesano. Saremo più sorvegliati e puniti in caso di effrazione, ma essendo i leonfortesi rispettosi della legalità e per merito della scuola e delle forze dell'ordine, che sempre vigilano

su di noi, le videocamere serviranno, solamente, da arredo urbano come le buche disseminate ovunque e le recinzioni in plastica arancione che le delimitano. Un altro tassello è stato aggiunto al mosaico policromo che renderà più vivibile Leonforte. Applausi!
Ciò detto, possiamo porre l’attenzione sulle telecamere di videosorveglianza nei luoghi pubblici e sull'ambiguità dell'esposizione costante? Possiamo dubitare, anche solo per un attimo, che essere sempre tracciati può ledere la privacy? O va bene così? Il decalogo del Garante della Privacy intorno al tema della videosorveglianza vale anche per gli enti pubblici o solamente per i privati? Boh! Telecamere e forze dell'ordine dunque garantiranno la sicurezza dei cittadini leonfortesi perché "noi siamo per la legalità e il rispetto delle regole" dice Livolsi e Licciardo risponde con un: ABBASSO a chi maltratta le forze dell'ordine che sempre ci proteggono. Sempre!
Sempre?
-Vorremmo ricordare a Livolsi&Licciardo che il due marzo, appena passato, la Corte d'Appello di Caltanissetta ha ribadito la complicità di Arnaldo La Barbera ( capo della mobile di Palermo dal 1988 al 1994) e del suo pool, nel depistare le indagini sulle stragi del 1992, per proteggere gli interessi della mafia. Così per dire.
-Il 26 gennaio 2026, Carmelo Cinturrino, assistente capo del commissariato di polizia di Milano, ha sparato a Abderraim Mansouri e per questo è in carcere accusato di omicidio volontario. Del "pizzo" sistematico" a Rogoredo si sta indagando, ancora.
Ci sarebbero anche gli agenti della polizia di Stato condannati in via definitiva per falso, calunnia e lesioni del G8 di Genova e i 100 fra gli agenti graduati e i funzionari per i fatti del 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, a processo per: torture pluriaggravate, maltrattamenti, lesioni, falso in atto pubblico e depistaggi. E come possiamo definire le forze dell'ordine coinvolte nei casi: Mollicone, Uva, Aldovrandi, Cucchi e Sandri? La fiducia nelle forze dell'ordine è legittima e necessaria ,ma possiamo evitare l'infantile entusiasmo verso la divisa, a prescindere da chi la indossa? Possiamo distinguere i criminali dai giusti o dobbiamo pensare che sia la divisa a fare di un ominicchio un uomo?





Commenti