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Mercoledì 14 ottobre, a un anno dalla sua scomparsa, è stata inaugurata la mostra omaggio a Maria Giusy Grasso.

2 ore fa
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L'hanno voluta e realizzata i suoi figli e il comune l'ha patrocinata.

La mostra ha permesso al sindaco di inaugurare il secondo piano di Villa Bonsignore, destinato a diventare Palazzo della Cultura: con la biblioteca per l'infanzia al piano terra; la sala conferenze e gli uffici al primo; la multimediale, con gli schermi e i tablet, al secondo e la pinacoteca, per le litografie del Liardo all'ultimo ( quando sarà pronto). Il primo cittadino, dopo aver salutato il numeroso pubblico ( si dice sempre così, ma di gente ce n'era davvero tanta), ha invitato la comunità agli spazi di Palazzo Bonsignore per esporre le proprie opere, nell'ottica di una condivisione dell'arte e del bello. Un discorso semplice e carico di parole necessarie come collettività e condivisione. Bravo sindaco.

Sarebbe opportuno, quindi, abbattere le barriere architettoniche del palazzo per consentire a chiunque di salire nelle stanze del sapere; intanto chi volesse immergersi nella vita di una donna, che ha creduto nella bellezza dei suoi sogni, può andare a vedere l'amore che resta nei figli amati e negli affetti quotidiani. La mostra è fatta di fotografie, dipinti, installazioni e alberelli d'ulivo e segue un percorso preciso: il mondo pensato, visto e riprodotto da Giusy. È passato un anno da quando Leonforte fu profondamente scosso ( si dice sempre così, ma successe veramente) dalla morte di due persone carismatiche: Giusy Grasso e Davide Barbera. Un anno da un lutto che ha cambiato la quotidianità di molti e segnato quella di tanti altri. Condividere il ricordo in una cerimonia laicamente religiosa è stato un balsamo per l'anima che ha lenito il dolore attraverso l'introspezione. È

stato bello.

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