Mirello Crisafulli: Una storia semplice.
- Gabriella Grasso

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Giovedì 28 maggio, a due giorni dalla vittoria elettorale e a tre dal trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci, Mirello Crisafulli il neo sindaco di Enna, ha ringraziato e festeggiato insieme a tutta la sua città l’esito referendario di questa ultima tornata elettorale. Da Enna comincerà la restaurazione di un modello politico ecumenico e reazionario, che in linea con il governo di Roma, legalizzerà l'amicchettismo e il parentismo, con buona pace del merito e se due elettori su tre l'hanno votato, vuol dire che a Enna il clientelismo regna. Crisafulli già ribattezzato «il primo sindaco comunista di Enna»,

ha vinto senza simboli di partito, anzi ha stravinto e ora punta al governo della regione e alla segreteria del partito. Alla regione ci metterà Fabio Venezia, il golden boy del PD, il sacerdote dell'anticasta, il profeta della buona politica e al posto di Schlein vedrà, al limite, si ci mette lui. Del resto a ricordare le qualità logistiche del barone rosso è stato il berlusconiano Gianfranco Micciché (già presidente dell'Ars e cofondatore con Raffaele Lombardo di Grande Sicilia, che a Enna sosteneva De Rose lo sfidante sconfitto di Crisafulli) che ha raccontato di quando "cappiddazzu" ( altro epiteto di Crisafulli) volò ( con un volo di Stato?) da Roma a Palermo per auitarlo a diventare (contro il volere del PD e del suo presidente di regione: Totò Cuffaro che ha patteggiato una pena di tre anni per corruzione e traffico di influenze nella sanità siciliana) a diventare presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana per ricambiare il favore della Kore, aperta con l'aiuto della Moratti, ministra all'Università e nonostante il parere contrario delle altre università siciliane . Un intreccio di favoritisimi e obblighi degni di un romanzo sciasciano. La cosa comune , in Sicilia, è cosa loro e a chi non è dei loro resta solo la speranza di andarsene lontano.





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