NICOSIA: QUANDO UN DIRITTO DIVENTA UN “FAVORE”
Il metodo è sempre lo stesso: far passare un diritto per un favore e la normale amministrazione per qualcosa di straordinario.
Ed è proprio qui che nasce il problema.
Un intervento di manutenzione, una strada da sistemare, una buca da riparare, un servizio che dovrebbe semplicemente funzionare, ( la mensa per gli studenti e il loro trasporto, vi dicono qualcosa.......?) non sono favori personali, ma attività che rientrano nei compiti di un'amministrazione.
E allora mi rivolgo a voi, cittadini di Nicosia, soprattutto a quelli dalla battuta di mani facile: vi siete mai chiesti perché, per ottenere qualcosa che vi spetta, sembri spesso necessario “conoscere qualcuno”?
Sindaco e assessori non sono chiamati a distribuire favori. Sono stati eletti per amministrare e per garantire servizi alla comunità. E per questa loro attività vengono profumatamente retribuiti con risorse pubbliche, cioè con i soldi dei cittadini.
Quando invece il rapporto personale, la conoscenza o la vicinanza politica diventano il modo per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito a tutti, si alimenta una logica pericolosa: quella del clientelismo.
E le conseguenze le paghiamo tutti.
Servizi che funzionano male, interventi che arrivano in ritardo, cittadini che si sentono costretti a cercare una “corsia preferenziale” e altri che, non avendo conoscenze, rimangono in attesa.
Il danno più grande, però, è culturale: ci abituiamo a ringraziare qualcuno per ciò che in realtà ci spetta di diritto.
Una buona amministrazione non dovrebbe essere applaudita perché “ha fatto un favore”.
Dovrebbe essere valutata perché ha fatto bene il proprio dovere, per tutti e senza distinzione.
Nicosia ha bisogno di meno favori e più diritti.
Meno riconoscenza personale e più trasparenza.
Meno clientelismo e più buona amministrazione.
Perché, alla fine, i servizi pubblici non sono regali. Sono diritti.
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