NUOVA PRESIDENZA ATI, LA CARRIERA POLITICA E LE CHIACCHIERE DA SPIAGGIA
- Aldo La Ganga

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È di queste ore la polemica sulla presunta “rinuncia” della sindaca Gemmellaro alla presidenza dell’ATI, l’organismo istituzionale chiamato a governare e controllare l’operato di Acquaenna.
Ancora una volta, però, sembra sfuggire il senso più autentico dell’impegno politico. Quel senso che il compianto Sandro Pertini aveva sintetizzato in una frase che dovrebbe essere un punto fermo per chiunque scelga di amministrare la cosa pubblica:
“La politica è per me un dovere civile, un impegno morale, non una carriera.”
Fare il sindaco, essere rappresentante istituzionale di una comunità e del suo territorio, non è un mestiere. Non è una professione da trasformare in carriera.
È servizio. È responsabilità. È mettersi a disposizione della collettività, non servirsi della collettività.
Eppure, troppo spesso, la politica viene confusa con una carriera. Il potere con il privilegio. La rappresentanza con la proprietà di un ruolo.
Ma la politica non è un incarico da difendere a ogni costo: è un dovere civico da esercitare con umiltà, coraggio e senso delle istituzioni.
Per questo non credo che siano i ruoli, di per sé, a risolvere i problemi.
Non credo che diventare o meno presidente dell’ATI avrebbe fatto pagare meno alle famiglie nicosiane l’acqua, oggi arrivata a costi che considero semplicemente folli, intorno ai 5 euro al metro cubo.
E non credo nemmeno che basti asfaltare una strada, fare qualche intervento di manutenzione o “regalare” un camion di terriccio per far rinascere la nostra cittadina e il nostro territorio.
Servono idee. Servono visioni. Servono scelte innovative. E soprattutto serve una reale volontà di cambiamento.
La vera questione politica, dunque, non è se la sindaca Gemmellaro diventerà o meno presidente dell’ATI.
La vera domanda è un’altra:
la sindaca Gemmellaro vuole davvero provare a liberare la nostra comunità dal capestro delle bollette, dai disservizi e dai costi insostenibili di Acquaenna?
La sindaca Gemmellaro vuole far tornare a gestione pubblica la distribuzione idrica nella nostra città?
E, insieme a lei, vogliono farlo l’intero Consiglio comunale, tanto nelle sue componenti di maggioranza quanto in quelle di opposizione?
Ad oggi, però, non mi sembra di vedere una volontà politica chiara e concreta in questa direzione.
E queste polemiche sono solo Chiacchiere da spiaggia, per riscaldare i motori per la prossima campagna elettorale.





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