Consigli (non richiesti, ma affettuosamente istituzionali) al sindaco Bonelli
- Andrea Sperelli
- 25 dic 2025
- Tempo di lettura: 1 min

In questa foto si vede al centro il sindaco Bonelli che, da una posizione più alta, che lui si costruisce salendo su uno scalino, abbraccia quelli che gli stanno vicino anche se forse non richiesto.
Quando l’ho vista mi è venuto un senso di disagio.
Il sindaco non è lì solo per amministrare la città, ma anche per rappresentarla con un minimo di compostezza. Non con questi abbracci da festa di paese, che sembrano più un gesto di confidenza privata che un atto pubblico.
Il modo in cui interpreta il ruolo non trasmette, a mio avviso l’autorevolezza che ci si aspetterebbe infatti il suo ruolo non gli dà il diritto di sentirsi un’autorità morale, un dispensatore di abbracci universali.
E poi, diciamolo:
dà l’impressione di occupare la scena in modo eccessivo.
Un abbraccio così, in mezzo a una cerimonia ufficiale, toglie serietà all’occasione; e forse mette in imbarazzo chi lo riceve, perché travalica il gesto istituzionale e crea un’immagine di “compagnone” o di chi, per farsi notare, vuole stare a tutti i costi al centro della scena.
Insomma l’eccesso della “posa” non si addice al ruolo.
E, invece di rafforzare la dignità del momento pubblico, si rischia di trasformarlo in una rappresentazione troppo personalizzata.
Insomma, invece di rappresentare la città con dignità, finisce per trasformare un momento pubblico in una foto da album privato o, peggio, in una sorta di goliardia.
Questa è, naturalmente, una mia valutazione personale sul come deve essere la comunicazione e il decoro istituzionale che non ha alcun riferimento sul giudizio delle persone.





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