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EUGENIO SANTORO. UN PAESE CHE PERDE I SUOI GIOVANI PERDE IL SUO FUTURO.....



Ci sono silenzi che fanno male più di mille parole. Quelli delle strade dei paesi, ormai vuoti, dove un tempo si sentivano le voci dei bambini, le risate nei cortili, i profumi delle cucine la domenica mattina. L’entroterra siciliano si sta spegnendo piano piano, e con lui una parte della nostra anima.

Vedere le case chiuse ed abbandonate, le scuole senza classi, le piazze ormai senza giovani è come assistere a una lenta emorragia di vita. Ed è difficile restare indifferenti. Perché un paese senza giovani è un paese senza futuro. Senza sogni, senza energie, senza prospettive. E quando se ne vanno i giovani, dopo un po’ se ne vanno anche i soldi, le opportunità, la speranza. Resta solo la nostalgia, che non crea lavoro, non riapre negozi e non accende più luci nelle case.E allora forse è il momento di reagire, di pensare in grande anche per i luoghi piccoli. Serve un impegno vero, concreto, per invertire questa rotta.


Sicuramente sarebbe un forte secreare un Assessorato contro lo spopolamento e l’abbandono dei piccoli paesi, un punto di riferimento per chi non vuole arrendersi e sogna un futuro dove restare non significhi rinunciare.

Perché i paesi meritano di vivere, non solo di essere ricordati in vecchie fotografie. Ogni ragazzo che resta, ogni famiglia che torna, è una vittoria. È un seme di speranza piantato nella nostra terra.

Io non voglio rassegnarmi a vedere la Sicilia spenta. Voglio credere che qualcosa si possa ancora fare, insieme. Perché un paese che rinuncia ai suoi giovani, in fondo, rinuncia a sé stesso.

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