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Leonforte fra catastrofisti e possibilisti .

L'esordio del Carnevale condiviso è stato offuscato dall'amarezza del primo cittadino leonfortese, che in risposta " ad alcune riflessioni catastrofistiche e assolutamente pessimistiche" (praticamente le stesse riferite un anno fa da Repubblica, in un articolo intitolato: Nel deserto di Leonforte la scommessa della cartiera. Articolo condiviso dagli amministratori, oggi offesissimi per il disfattismo di concittadini e concittadine) ha voluto "dare una riflessione per il we con dati alla mano" sulla denatalità e le strategie anti abbandono atte a contrastare lo spopolamento e soprattutto l'eversivo pessimismo antipatriottico, coerentemente con il gnegneismo meloniano (L'amministrazione leonfortese è ancora del PD?) . Ora, al netto dei soliti post/spot autocelebrativi, che fra il mistico e il patetico ( pazienza ci vuole) elencano le proprie prodezze e la levata di scudi dei body

gards social il cui pensiero è riducibile a "la vostra è solo invidia!" e il bisogno di ottimismo " che di tristezza ce ne è abbastanza" e quindi anche basta ; c'è stata una costruttiva partecipazione popolare. Molti post hanno ricondotto la riflessione nell'alveo della ragionevolezza ( sì, è possibile anche su Facebook) sottolineando la molteplicità dei fattori critici e strutturali schlerotizzati nel tempo. Fattori legati alla miope strategia amministrativa che nel tempo ha portato a carenza di infrastrutture e servizi essenziali necessari a una popolazione per lo più anziana. Parole di buon senso che certamente applaudono agli asili nido, belli anzi bellissimi, ma chiedono attenzione anche per i meno giovani, costretti a spostarsi per le cisite mediche anche e troppo spesso fuori provincia o a rinunciare alla socialità per mancanza di centri aggregativi o tanto altro ancora. Leonforte agonizza come tante altre comunità, ma a differenza di tante altre comunità non vuole sentirselo dire...dai leonfortesi; se lo dice o scrive qualcun altro va bene.

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