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Leonforte : Fra una chiacchiera e un coriandolo sono stati tagliati i cipressi monumentali del cimitero. Perché?

Sappiano i paesani, amanti del paese, che la complessità dell'ingresso cimiteriale è stata compromessa. La prospettiva, che entrando al cimitero attraverso il portale monumentale, indirizza la visione del vivo verso il neoclassico ossario è stata mutilata, come due degli otto cipressi, anch'essi monumentali e come tali sottoposti ope-legis alle disposizioni di tutela del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio eppure, o meglio, nonostante questo capitozzati. Le ragioni di questa azione saranno validissime e sicuramente legate alla tutela delle persone, ma è possibile che non si riesca a conciliare sicurezza e salvaguardia di alberi , carichi di significato e simbolico e storico? Quei cipressi erano coevi, probabilmente, delle prime tombe.


A inizio dicembre 2025, l'amministrazione ha ripiantato il "Pino di padre Pio" per preservare la cura del territorio attraverso gesti simbolici necessari alla memoria collettiva, annunciando in quell'occasione, che tutti gli aranci mancati lungo il corso Umberto Primo sarebbe stati ri-piantati; "un piccolo gesto, un grande significato": magnifico! Eccellente, ma allora perché quei due cipressi sono stati "ammazzati"? Il cipresso non ha la capacità di emettere polloni perciò una volta mozzato muore. Verranno sostituiti con arbusti più adatti? O il vecchio cimitero si adeguerà al nuovo che di alberi non ne ha manco uno?


I cipressi per il loro status sacro accompagnano i luoghi del ricordo evocando nella loro verticalità l'immortalità dispiace pertanto riferire ai collez

ionisti di cose belle leonfortesi questo episodio, ma al paese, fra una chiacchiera e un coriandolo, succede anche questo.


Dispiace.


Speriamo che la foga "securitaria" risparmi il caro "vecchiume", altrimenti ci resteranno solo parietaria e cemento.


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