Minimalismo luminario e propaganda politica.
- Gabriella Grasso

- 2 ore fa
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Giusto giusto quest'anno che Leonforte, con tanto di decreto presidenziale orgogliosamente mostrato dal sindaco sui social ( e quando mai?) , da paese è diventata città (nonostante Leonforte non sia un polo culturale, nonostante la mancanza di servizi primari, nonostante i disservizi sanitari e nonostante lo spopolamento che va avanti da anni), la festa della Patrona sarà meno scintillante.
Per ragioni che non conosciamo, ma che sicuramente prescindono la volontà dell'amministrazione (che se avesse potuto, le luminarie le avrebbe scippate al Casale pur di non farsi parlar dietro), le luminarie installate lungo il Corso Umberto I, in onore della Madonna sono inadeguate, anzi miserrime, buone per il vergognoso Santu Misero , che "mischinu" ha le pudenda di fuori, o per una festicciola rionale, ma non certo per la "FESTA DELLE FESTE [sic]".
La festa che ogni leonfortese degno di questo nome (anche se non si capisce il criterio di leonfortesità) aspetta tutto l'anno.
La festa che porta in processione il potere sacro e quello profano. La festa delle luci, dei fuochi d'artificio, dei vestiti nuovi e dello sfarzo che lascia ammammaloccuti i forestieri e commossi i migranti nostrani.
La festa che, più di ogni altra cosa, segna un'intera azione amministrativa (a cui attiene la pertinenza delle luminarie), tanto che ancora si cita Sinatra come il sindaco NO LUMINARIE (eravamo in crisi economica, tanto per cambiare).
Quella FESTA, quest'anno sarà "nivura", ed è comprensibile il malumore dei leonfortesi che non capiscono come si sia allestito un calendario estivo fittissimo di eventi eccezionali e non si sia curata l'illuminazione.
Attendiamo una spiegazione dal sindaco, che ci ha abituati a una comunicazione quotidiana con tanto di location scenografica, estiva e invernale, domestica e istituzionale, e interviste orientate a favore del manovratore (egli stesso).
Una parola, sindaco, dica una parola, altrimenti rischiamo di passare per un paese bolscevico, un paese senza Dio e religione, la sola possibile in un Paese costituzionalmente laico, e perciò, senza morale! Rischiamo di riavere i comunisti al potere (anzi, il sindaco non è del PD?)
"Sembra che ci sia una precisa volontà a sminuire il senso, la religiosità di una comunità..." scrive l'opposizione, "così si comincia" la sostituzione etnica, così rischiamo di perdere il valore della "carne di porco" e altre peculiarità nostrane (come il Tocco e il Rutto); o peggio, di curare solo la CULTURA nella declinazione del "PREMIOLETTERARIO" ( che i soldi per quello ce li hanno sempre)
Ci stupisca, signor sindaco, ci dica che è tutto ragionato, e che in tempi di guerre e genocidi, di crisi finanziarie e insufficienze sanitarie, non c'è niente da festeggiare, o anche che la Madonna, la madre di un rivoluzionario predicatore di equità sociale e pietà per gli ultimi, se ne "catafotte" delle luci stroboscopiche.






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