SALVATORE LI VOLSI IL 42^ PARTIGIANO NICOSIANO Un contadino che diede la vita per la nostra libertà.
- Aldo la Ganga
- 18 gen
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Da qualche giorno sono venuto a conoscenza grazie all’ANPI – ( Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) della storia del 42 esimo partigiano nicosiano.
Si chiamava Salvatore Li Volsi, nato il 3 gennaio 1923 a Nicosia, da una famiglia contadina che abitava in Contrada Vaccarra.
Salvatore era l’ultimo di quattro figli, viveva con i genitori Giuseppe e Maria, e i tre fratelli piu grandi di lui : Michele, Mariano e Graziano.
Il 21 maggio del 1943, Salvatore viene chiamato alle armi ed è obbligato a recarsi presso il 67^ Regg. Fanteria – Btg.- 5^Comp. COMO, dove prende servizio il 4 giugno del 43.
Da li a poco gli americani sbarcano in Sicilia , che porterà Mussolini ad essere sfiduciato il 25 luglio dal Gran Consiglio del Fascismo.
Il 3 settembre Badoglio firma l’armistizio ( ma ne sarà dato l’annuncio solo l’8 settembre) e
Salvatore Li Volsi, trovatosi senza più riferimento militare, senza protezione, come gran parte dei militari italiani cercarono di sfuggire alla morsa fulminea della reazione tedesca nell’Italia settentrionale , che comandati da Erwin Rommel, iniziarono i rastrellamenti dei soldati italiani e l’occupazione di tutti i punti strategici, delle aree industriali e delle vie di comunicazioni.
Salvatore si rese irreperibile cosi come la stragrande maggioranza dei militari che abbandonarono caserme e divise per fuggire alla crudele violenza nazista e dei repubblichini di Salò.
Dichiarato disertore, i fascisti e i nazisti non ebbero più sue notizie, in quanto con altri militari “ sbandati” diede vita a piccoli nuclei di bande partigiane nelle alpi brianzole e comasche, e aderendo con passione e convinzione alla lotta di liberazione nazionale portata avanti dal CNL.
Dalle notizie raccolte, sembra che sia stato arrestato il 7 marzo 1944 durante un rastrellamento dei tedeschi e dei fascisti repubblichini, che lo uccisero eseguendo la sua condanna a morte il 9 aprile del 1944 a Monza.











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