Un convegno del PD sulle zone interne e viabilità: le battaglie per Nicosia non cominciano oggi. La memoria non sia selettiva
Tornare a parlare di zone interne, sviluppo e viabilità è certamente importante. Lo è ancora di più quando, come avvenuto a Nicosia il 29 ottobre scorso, si registra la presenza di tanti sindaci del territorio, deputati regionali e nazionali e rappresentanti delle istituzioni, riuniti per discutere del futuro delle nostre comunità.
Un confronto necessario, soprattutto sul tema della Nord-Sud, un'infrastruttura strategica per rompere l'isolamento dell'entroterra e garantire nuove prospettive di sviluppo.
Tuttavia, c'è un aspetto che merita una riflessione: le battaglie per le zone interne e per la viabilità non cominciano oggi e non possono essere raccontate dimenticando chi, negli anni, si è speso concretamente per questo territorio.
Basta ricordare la grande manifestazione regionale del 25 luglio 2025 a Nicosia, organizzata da Europa Verde – Alleanza Verdi e Sinistra, che ha visto la partecipazione di tanti cittadini e portò al centro del dibattito politico regionale il problema delle aree interne e il rischio di un progressivo abbandono dei territori più periferici.
Una battaglia quella delle zone interne che ha avuto in tanti anni protagonisti importanti, come Piergiacomo La Via, già sindaco di Nicosia, che durante la sua esperienza amministrativa si impegnò per il completamento del lotto Nicosia Nord-Nicosia Sud, e Luigi Boggio, ultimo parlamentare di sinistra della nostra comunità e di cui in seguito pubblicheremo un articolo sul suo impegno politico, che lo ha visto sostenere con determinazione forza e visione la realizzazione della Nord-Sud e la necessità di salvaguardare le zone interne della nostra Sicilia e quello che rappresentano.
Non possiamo dimenticare neppure il compianto Annibale Circasso, che ha dedicato impegno e attenzione alle problematiche delle zone interne, contribuendo a mantenere viva una battaglia che riguarda il futuro di un intero territorio.
Ed è proprio qui che si apre una riflessione sulle assenze del 29 ottobre. In un'iniziativa dedicata alle zone interne e alla viabilità, sarebbe stato naturale e opportuno coinvolgere anche chi, in questi anni, ha promosso mobilitazioni, assunto impegni istituzionali e combattuto battaglie concrete per la Nord-Sud. L'assenza di questi protagonisti non è un dettaglio secondario e lascia quantomeno l'amaro in bocca. Non si può parlare di memoria del territorio e di futuro delle aree interne senza riconoscere il percorso di chi ha contribuito a tenere accesi i riflettori su questi problemi, anche quando non erano al centro dell'agenda politica.
Non è una questione di inviti o di riconoscimenti personali: è una questione di coerenza. Se davvero si vuole costruire una mobilitazione unitaria, bisogna avere il coraggio di andare oltre le appartenenze e coinvolgere tutti, senza selezionare i protagonisti delle battaglie in base alle convenienze del momento.
La Nord-Sud non appartiene a un partito o a una stagione politica: è una battaglia collettiva che deve unire, non dividere.
La Nord-Sud non appartiene a chi vuole cavalcarla per interessi elettorali prossimi futuri.
Nicosia e le zone interne hanno bisogno di meno passerelle e di più continuità, meno contrapposizioni e più risultati. Hanno bisogno di una mobilitazione unitaria che sappia valorizzare quanto è stato fatto, coinvolgere chi si è sempre impegnato e pretendere finalmente il completamento delle infrastrutture.
Perché il futuro del cuore della Sicilia non si costruisce dimenticando chi ha lottato ieri, ma mettendo insieme tutte le energie di chi continua a credere che questo territorio abbia ancora un futuro.






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