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CITTADINANZA ONORARIA A MUSSOLINI: RITROVATA LA DELIBERA ORIGINALE DEL 1924. GRAZIE AL VICESINDACO ADRIANO LICATA PER L'IMPEGNO VERSO LA REVOCA UFFICIALE

3 minuti fa
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Non è un onore essere concittadini di Benito Mussolini, per ciò il consiglio comunale di Salò gliela revocò nel marzo 2025; gli era stata conferita il 23 maggio 1924.

La stessa cosa è stata chiesta da Ferdinando Paradiso, coordinatore del gruppo Facebook: Leonforte nel cuore ( che conta oltre 16.000 tra iscritti e visitatori), il 2 settembre scorso.

Ferdinando paradiso facendosi si è fatto portavoce di un'iniziativa civica, che ha preso le mosse dal libro "Leonforte in camicia nera e fazzoletto rosso" di Enzo Barbera, pubblicato nel 2012.

A pag. 26 del libro è scritto che il 12 maggio 1924, l'allora regio commissario Benedetto Scavone conferì la cittadinanza onoraria di Leonforte a Benito Mussolini.

Bene, è di oggi la notizia che il vicesindaco Adriano Licata riitrovata, negli archivi comunali la delibera originale del 12 maggio 1924, ha iniziato l'iter per la revoca.

L'atto di revoca è di competenza del Consiglio, che dovrà approvarlo con la maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti.

Sarà interessante ascoltare le motivazioni ( qualora ce ne saranno) degli obiettori. L'amministrazione sta inoltre lavorando per rintracciare gli atti dell'epoca, che portarono allo scioglimento forzato del Consiglio e della Giunta; un passaggio cruciale per documentare storicamente come le libere istituzioni locali vennero esautorate dal regime.

La Costituzione italiana nasce, esplicitamente, dalla lotta antifascista; dunque condividere la cittadinanza con il capo (seppur defunto) del fascismo è quantomeno incoerente perché il fascismo è un metodo derivante dal fenomeno storico che nega ogni principio di libertà, uguaglianza e pluralismo su cui si fonda la nostra Repubblica. La cittadinanza onoraria è un premio formale concesso a chi ha dato lustro alla comunità e un uomo che capeggiò le violenze squadriste, fu il mandante dell'assassinio Matteotti, soffocò ogni libertà di parola, accolse ed esacerbò le leggi razziali, entrò nella Seconda Guerra Mondiale ( le cui vittime italiane si stimano fra le 350.000 e le 470.000 persone), abbandonò a un destino di fame 650.000 IMI e naturalmente codificò l'immaginario maschilista della donna madre e sposa, al servizio della nazione e della carne da cannone.

Ecco, per tutto questo e altro ancora, Leonforte non merita quest'onta.

Revocare l'onorificenza non significa "cancellare la storia" (il fatto che sia stato cittadino onorario resta un dato storico nei registri), ma esprimere un giudizio di valore etico. Serve a ribadire quali sono, oggi, i confini morali invalicabili che una città vuole onorare.

Si diano pace i dubbiosi e i nostalgici che pur di non revocare la cittadinanza a Lui, evocano anacronismi storici, benaltrismi e l'immancabile "e allora Garibaldi?".

Garibaldi è storicamente uno dei padri fondatori del Risorgimento italiano che ha portato all'unificazione dell'Italia moderna,

mentre Mussolini ha instaurato una dittatura totalitaria. Il primo è dunque compatibile con i valori nazionali, il secondo è antitetico alla Costituzione repubblicana democratica e antifascista e tanto basta.

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