Ancora sull'affaire Luci della Madonna o "della pezza peggio del buco"
- Gabriella Grasso

- 18 ore fa
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Aggiornamento: 4 ore fa
Con un video su Facebook, il sindaco di Leonforte ha augurato buone feste alla comunità e nell'occasione ha anche chiarito la questione degli addobbi, ma prima ha ribadito la piena sintonia col clero (non esiste nessuna opposizione fra il sistema comunista e quello cattolico, sic.) e la sua certa presenza alla funzione del 16 Agosto, data anche quella del vescovo.
Ora, vero è che con l'Appello ai liberi e forti del 1919, don Sturzo promosse politiche di sviluppo fondate sull'articolazione della società in continuità con la dottrina sociale di origine leonina, ma l'avvento dell'ateismo comunista in Russia portò a don Cammillo vs Peppone, quindi l'opposizione fra sistema cattolico e comunista esistereb

be anche, epperò il compromesso è necessario, se si vuole piacere anche ai cattolici paesani.
Sugli archi della Madonna, il sindaco ha detto che sono stati "costretti a ricorrere in emergenza" dato che un operatore economico leonfortese ( dire "quello che si occupa delle luci" pareva brutto) ha dato forfait , ma all'Albo Pretorio non risultano contratti e preventivi e nessuna azione di tutela dell'Ente è stata avviata. Scrive il consigliere Luca Di Leonforte: "Perché non c’è stato un richiamo formale, una diffida, una contestazione?". "Non l'abbiamo fatto per risparmiare" continua il sindaco "dato che pagheremo la stessa cifra dell'anno scorso" nonostante quest'anno avremo lumiricchie mentre l'anno scorso sembravamo a Las Vegas e del resto l'Ente gode di buona salute economica ( ma quindi siamo usciti dal dissesto finanziario? Boh!)
L'affaire luci della Madonna è, conclude il sindaco con tono , giustamente, alterato, una becera, inutile e speciosa polemica...la fede per la Madonna non può essere misurata con la luce è un aspetto spirituale, intimo; ma la civile discussione sui social ( vedasi post di Cremona, Di Leonforte e Addamo solo per citarne alcuni) non ha indagato la questione della fede misurabile in ampere, ha richiamato piuttosto l'amministrazione al dovere di curare le luminarie per la festa patronale.
La sobrietà evocata dal sindaco (non per scelta dell'amministrazione), la disponibilità e l'adagio "chi fa sbaglia, chi non fa non sbaglia mai" risultano, alla luce delle incongruenze tra atti amministrativi e dichiarazioni, trasparenza e scarsa organizzazione dell'illuminazione perla festa patronale, pretestuose ( come speciose, ma meno aulico) .
Non delle luci che illuminano la fede, ma delle luminarie che accompagnano la processione la gente chiede conto e chiedere conto è insieme al pensiero critico un atto di cittadinanza attiva




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