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Domenico, il bambino con il cuore "bruciato", è morto.

All'alba di stamattina, sabato 21 febbraio 2026, Patrizia Mercolini, la madre di Domenico, è stata chiamata dall'ospedale Monaldi per salutare suo figlio. La sera avanti, erano iniziate le procedure per il fine vita, l'aveva detto Patrizia Monaldi in diretta TV, aggiungendo che non avrebbe accettato alcuna donazione per sé e la sua famiglia, ma che tutto sarebbe dovuto andare all' associazione italiana per la donazione degli organi : l'AIDO.

Quanta dignità!

Social e televisione hanno fatto emergere il peggio, in questa circostanza: foto reali e artefatte del bimbo, frasi a effetto, promessa della Premier Meloni di un cuore "nuovo" per il piccolo Domenico senza rispetto per i donatori: bambini morti per malattia o incidente. Domenico è morto per un errore sanitario. Chi l'ha commesso e perché verrà chiarito, ma dovremmo domandare quanti casi , meno mediatici , si siano conclusi così: organi mal conservati o peggio trasportati?

Per ora, teniamoci la televisione dolente, con conduttori che si commuovono a comando e noi che ci commuoviamo in cucina, mentre prepariamo il pranzo o sul divano , in attesa del sonno o forse ci paralizziamo per lo sconcerto e ringraziamo Dio per averci risparmiato. No, non è cinismo è paura perché lo sappiamo che nella maggior parte dei casi si muore e si vive per fortuna o sfortuna e però dovrebbe esserci più rispetto o forse un freno alla pioggia di sofferenza e spettacolo che ci viene propinata quotidianamente, in una miscela di casi imparagonabili e sensazionalistici: Punch, lo scimmiotto col peluche e i bimbi di Gaza. Punch ha stravinto e a nulla sono serviti gli orsetti di peluches con magliette nere recanti A Doha, in Qatar, sono stati esposti migliaia di orsetti di peluche con magliette nere e bandiera palestinesi ( sotto forma di anguria) , esposti a Doha in Qatar, recanti il messaggio: “Non sono solo un numero. Sono un essere umano con un'identità”. La pietà non è morta, è diventata social.


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