FRANCESCO FISCELLA. LETTERA APERTA AL SIGNOR CUFFARO
- Francesco Fiscella
- 1 giorno fa
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Lettera aperta al signor Cuffaro
Signor Cuffaro,
da tempo sentivo l’esigenza di esprimere il mio profondo dissenso nei confronti della sua esperienza politica, sia durante il suo mandato come Presidente della Regione Siciliana, sia nel ruolo che oggi ricopre all’interno della ricostruzione della Democrazia Cristiana in Sicilia.
La sua azione politica, come evidenziato anche da vicende giudiziarie note all’opinione pubblica, non ha contribuito a promuovere un reale percorso di riscatto per la nostra terra. Al contrario, ha alimentato dinamiche che hanno favorito logiche di appartenenza e di relazione personale, a scapito di una visione meritocratica e orientata al bene comune.
Questo modo di intendere la politica ha prodotto conseguenze concrete: ha generato sfiducia, ha rallentato processi di crescita e ha inciso negativamente sulla vita di molti cittadini onesti che hanno sempre creduto nelle istituzioni e nei valori democratici.
I risvolti di questo modo di procedere hanno comportato la perdita di risorse e di opportunità fondamentali. Molti cittadini si sono trovati privati di servizi essenziali — come una sanità efficiente e accessibile — e di prospettive occupazionali che avrebbero potuto trattenere in Sicilia migliaia di giovani costretti, invece, a cercare altrove il proprio futuro.
Queste scelte non hanno solo inciso sui bilanci pubblici, ma hanno eroso la fiducia collettiva nella possibilità di una Sicilia capace di valorizzare i propri talenti.
Da ex funzionario regionale, ho potuto osservare direttamente situazioni in cui persone prive dei requisiti necessari venivano preferite a colleghi qualificati, non per competenza ma per vicinanza politica. Questo ha creato smarrimento, frustrazione e, in alcuni casi, vere e proprie discriminazioni professionali che hanno segnato profondamente chi le ha subite.
I risvolti di questo sistema sono stati molteplici: la demotivazione del personale competente, l’impoverimento della qualità amministrativa, la percezione diffusa che l’impegno e la preparazione non fossero più criteri sufficienti per avanzare. È un danno che non si misura solo in numeri, ma nelle vite professionali e personali di chi ha visto svanire opportunità legittime.
Per lei e per la sua famiglia il percorso è stato diverso, e tutto è apparso più agevole. Diversamente, molti altri non hanno avuto le stesse opportunità, non per mancanza di merito, ma per un sistema che ha privilegiato fedeltà e appartenenze, lasciando ai margini chi avrebbe potuto contribuire con competenza e dedizione al progresso della nostra terra.
Il mio auspicio, sincero e umano, è che col tempo lei possa riflettere sulle conseguenze che certe scelte politiche hanno avuto sulla vita di molte persone. Non si tratta di augurare sofferenza, ma consapevolezza: quella consapevolezza che nasce dal confronto con la realtà, con le responsabilità assunte e con la sofferenza che ciascuno porta con sé. Una consapevolezza che può diventare, anche tardivamente, occasione di verità e di ripensamento.





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