top of page
Original on Transparent.png

LA “VIA DI FUGA” DI VIA BELVISO DIVENTA UN CARCERE Era il 10 aprile 2026 quando, in piena campagna elettorale, venivano consegnati i lavori per la realizzazione della strada comunale denominata “via d

11 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

LA “VIA DI FUGA” DI VIA BELVISO DIVENTA UN CARCERE

Era il 10 aprile 2026 quando, in piena campagna elettorale, venivano consegnati i lavori per la realizzazione della strada comunale denominata “via di fuga”, destinata a collegare via Belviso con il tratto stradale compreso tra via Leonardo da Vinci e la SP20 (bretella).

L’allora sindaco Luigi Bonelli, l’attuale sindaca Annamaria Gemmellaro, insieme ai candidati al Consiglio comunale, agli assessori vecchi e nuovi e a qualche aspirante amministratore di ritorno, hanno utilizzato la consegna dei lavori per promuovere la propria immagine e raccogliere consenso, cercando di accreditarsi come i migliori interpreti delle esigenze della città.

Un’operazione di comunicazione politica che, ha raggiunto il suo obiettivo, sebbene con modalità che lasciano più di qualche perplessità sul piano dell’opportunità politica.

Un copione, del resto, che si è ripetuto in occasione della villetta comunale di via Umberto: infatti a pochi giorni dal voto, erano comparsi i mezzi di movimento terra all’interno dell’area, chiusa ormai da tempo immemorabile. Poi, passate le elezioni, i mezzi sono scomparsi e la villetta è rimasta, ancora una volta, chiusa.



Ma torniamo a via Belviso.

Oggi, a distanza di mesi, il cantiere risulta fermo, la ditta aggiudicataria si è allontanata e i residenti si ritrovano a fare i conti con una situazione sempre più difficile.

Quella che avrebbe dovuto rappresentare una soluzione ai problemi di viabilità del quartiere si è trasformata, almeno per il momento, in una vera e propria trappola. Gli abitanti sono costretti a vivere in uno spazio sempre più angusto, con una disponibilità di parcheggi fortemente ridotta, perché lo spiazzo della “Croce” è occupato dalla ditta incaricata di realizzare un’opera che, a oggi, resta incompiuta.

Nel frattempo, il fondo stradale continua a deteriorarsi e gli spazi di manovra si fanno sempre più difficili, aggravando i disagi quotidiani di chi vive in quella zona.

E adesso?

Adesso, mentre il cantiere resta fermo e i disagi aumentano, i residenti sembrano essere finiti nel dimenticatoio. Nessuna certezza sui tempi di ripresa dei lavori, nessuna soluzione concreta ai problemi quotidiani e, soprattutto, nessuna risposta chiara a chi si trova a subirne le conseguenze.

Quella che doveva essere una “via di fuga” rischia così di trasformarsi in una prigione a cielo aperto.

I cittadini non hanno bisogno di passerelle elettorali, ma di opere completate, servizi efficienti e amministratori capaci di dare risposte.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page