Leonforte: disabili e "danni erariali".
- Gabriella Grasso

- 27 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Il comitato Basta Viaggi vuole rendere noto quanto accaduto nell'ultimo incontro del GLO, che ha come norma di riferimento

il DI 182/20, per segnalare la presenza dell'assistente sociale "a tutela dell'Ente e per il contenimento del danno erariale". La questione appare estremamente tecnica a chi non vive la disabilità a scuola, ma fa emergere la difficoltà delle famiglie che devono combattere quotidianamente per ottenere il diritto allo studio e alla salute dei propri figli, percepiti come peso erariale in un'ottica di inclusione puramente formale piuttosto che sostanziale. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat sono circa 80mila le figure professionali attualmente nelle classi a supporto degli studenti con disabilità e su di queste si sta discutendo alla Camera. Approvata dal Senato il 28 gennaio e ora in discussione alla Camera la riforma della legge 66 del 2017, che riguarda l’istituzione della figura professionale dell’Assistente per l’autonomia e la comunicazione (Asacom), per altro già prevista dalla legge 104 del 1992. Queste figure, gestite dagli Enti locali, risentono delle disparità territoriali e come spesso accade il Sud è meno tutelato del Centro e del Nord. Le scuole del Nord e del Centro ricevono rispettivamente 1,6 e 1,5 ore settimanali in più rispetto agli alunni del Mezzogiorno e cosa ancora più grave molti degli oltre 15mila studenti che avrebbero bisogno del supporto di un assistente all’autonomia e alla comunicazione non ne usufruiscono. Questa carenza spesso viene colmata con un aumento delle ore di sostegno, anche se le due figure professionali sono complementari e non sostitutive. Prevista perché necessaria anche se troppo spesso assente è anche la figura dell' assistente igienico personale. In questo quadro già piuttosto problematico, si inserisce anche la questione delle terapie in orario scolastico che riguardano gli studenti leonfortesi costretti a "fare viaggi" a Nicosia, Agira, Piazza Armerina e ovunque sia presente un centro occupazionale.
Nel film la Vita è Bella di Benigni c'è un passaggio agghiacciante, ma storicamente puntuale. Durante il banchetto di fidanzamento, una maestra fascista propone un problema di matematica, in uso nelle scuole naziste, ai commensali camerati. Il problema serviva a calcolare quanto avrebbe risparmiato lo Stato se avesse eliminato tutti i disabili ritenuti un iinutile spreco erariale.
La soluzione per molti disabili fu il campo di sterminio.





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