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Leonforte:La traversata nel deserto del dissesto é finita!

Con la delibera n.19-2026 è stato adottato il piano di estinzione della massa passiva, l’Organismo Straordinario di Liquidazione ha reso note le risultanze della liquidazione dei debiti del Comune di Leonforte, registrando un saldo positivo finale pari a € 1.408.227,11. Il piano è già stato trasmesso formalmente al Ministero dell'Interno, al Prefetto di Enna e al Sindaco. Attendiamo fiduciosi la

conferma.

Questa notizia avrebbe dovuto essere comunicata al pubblico social, con applausi e ovazioni, nella rubrica Buongiorno Sindaco e invece è passata in sordina.

Perché?

Probabilmente perché si attende l'ufficialità definitiva o per scaramanzia o perché a fine 2026 e inizio 2027 si inizierà la campagna elettorale per le prossime amministrative e sarà bello calare l'asso dell'uscita dal tunnel, che nella precedente campagna elettorale venne promessa come "cosa da fare nei primi cento giorni" e invece di giorni ne sono passati parecchi di più.

Siamo certi che a settembre questa iattura finirà e dopo anni di tributi locali altissimi e servizi bassissimi torneremo a riveder le stelle.

Resta da capire perché l'amministrazione Barbera dichiarò il dissesto, nel 2020. Le carte dimostrano che non c'erano gli estremi per dichiararlo eppure...Allora si insinuò il sospetto di un dissesto pilotato che interessò anche Catania e Piazza Armerina, amministrata da un partito di destra come la Regione e il nostro paesello. Filame. La dottoressa Cammarata, che di quella compagine amministrativa faceva parte, ha dichiarato su Facebook: " Chi lo sa se c'erano troppi debiti o ha ereditato debiti?" Il già sindaco Sinatra, in passato, sull'argomento fu categoricamente perplesso e alla domanda di Cammarata rispose, a priori, con una domanda: "Gli impegni assunti erano proporzionali e realmente applicabili alla nostra condizione economica o l’Ente è in grado di sopravvivere solo a forza di prestiti? E si è tenuto conto dello spopolamento e del conseguenziale ammanco economico a questo addebitabile?"

A parere di Sinatra, dunque, l'amministrazione Barbera aumentò le spese indispensabili, forzando la condizione debitoria dell'Ente per dichiararne il dissesto, impegnando il comune per almeno dieci anni perché nessuna amministrazione può risanarlo in cinque.

Non è mancata, in questo frangente, la considerazione nostalgica di chi pensa che dopo il ventennio sia stato tutto un inarrestabile decalage e chi continua a domandare: perché?

Perché si è scelto di crocifiggere un comune?

Pavidità?

Il dissesto è stato un alibi all'immobilismo dell'Ente anche per l'amministrazione successiva a quella Barbera, nonostante se ne sia annunciata la fine troppo spesso.

Vedremo che succederà ora che la fine è finalmente, forse, giunta.

Chi saprà raccogliere i frutti di tanto sacrificio?

Boh!

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