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SALVO UGLIAROLO. "QUANDO LE LUCI SI SPENGONO, IL PAESE SI FA PIU` BUIO".


Non è solo una serranda che scende. Non è solo un’attività che chiude. Quando l’ultimo cinema di una città come Nicosia spegne il proiettore, a restare al buio siamo tutti noi.

Ogni poltrona che resta vuota è un pezzo di socialità che svanisce, un punto di ritrovo sottratto alla comunità, un presagio di uno svuotamento che non possiamo più ignorare. Perché un cinema in una realtà lontana dai grandi centri non è un lusso: è un presidio di speranza. È il luogo dove i giovani imparano a sognare, dove gli adulti si incontrano, dove la cultura diventa vita quotidiana.

Il cinema è scuola, è informazione, è pensiero critico. In un'epoca in cui tutto corre veloce, sedersi davanti a uno schermo significa fermarsi a riflettere, capire il mondo e imparare a leggere la realtà.


Togliere cultura significa disarmare i cittadini. Significa dire loro che per essere informati e partecipi bisogna andare altrove. È così che si creano i deserti: non solo di persone, ma di idee. Se spegniamo la conoscenza, lasciamo campo libero a chi vuole impoverire la nostra terra.

Passo dopo passo, chiusura dopo chiusura, stiamo perdendo l’anima del nostro territorio. Ma una comunità senza spazi di aggregazione e di crescita è una comunità che smette di respirare.

Difendere il cinema significa difendere il diritto di Nicosia di restare sveglia, consapevole e padrona del proprio futuro.

La cultura è il cuore di un paese. E una mente informata è l'unica difesa che ci resta.

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