Vaccini e ignoranza
- Gabriella Grasso

- 56 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min
Sono indagati per omicidio colposo i genitori di Anna Rosa Bartoletta, la bambina di 4 anni morta per dift

erite, a Palermo. I coniugi Bartoletta non hanno adempiuto a un obbligo di legge. Il vaccino per la difterite è infatti obbligatorio per l'iscrizione alla scuola materna e per ovviare a questo obbligo hanno manomesso il libretto vaccinale, tacendo la mancata vaccinazione anche ai sanitari del P.S. Cervello al momento del primo ricovero, il 13 agosto. No, non è accanimento su genitori straziati dal dolore e neppure pornografia del lutto, è un dato di fatto. I due genitori di Anna Maria Bartoletta hanno avuto paura che la figlia potesse predere l'autismo col vaccino. Un'assurdità senza alcun fondamento scientifico epperò sui social è stato scritto che le ricerche scientifiche che lo dimostrano sono sentenze giuridiche compromesse da scienziati corrotti e giudici compiacenti. Questo caso, drammatico, ha fatto riemergere la polarizzazione fra si vax e no vax e le innumerevoli contraddizioni di chi rifiuta la certezza scientifica, ma pretende che i medici di Pronto Soccorso riconoscano, immediatamente, una malattia che da 30 anni, non causa morti grazie al vaccino da loro rifiutano perché potenzialmente pericoloso. Questo caso ha fatto luce sulla scarsa copertura vaccinale pediatrica in Sicilia e ha dimostrato la mancanza di senso civico e di rispetto per il bene comune di chi vive i figli come cose di cui disporre a proprio piacimento, mettendo a rischio la loro salute e quella degli altri. C'è nel dogmatismo antivaccinale un misto di paura e di sfiducia verso la scienza, la politica e la società di persone che stanno in una zona intermedia fra la completa conoscenza, in presenza della quale non ci sarebbe bisogno di fidarsi, e la completa ignoranza, alimentata da speculazioni politiche, talk in crisi d'ascolto e teorie del complotto rassicuranti in tempi di dubbi . In questa drammatica vicenda c'è una certezza: è morta una bambina di 4 anni per le scelte dei genitori. Le concause culturali, sociali, sanitarie e politiche hanno un peso importante, ma le responsabilità genitoriali sono determinanti. E questa è una tragedia.
“





Commenti