A Leonforte grande è la confusione sotto il cielo
- Gabriella Grasso

- 2 ore fa
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In mezzo a catene di sant'Antonio social, "frasche" cimiteriali, disastro sanitario, transumanze partitiche e lavori stradali, spunta l'orgoglio locale.
La politica leonfortese ricorda i garibaldini a San Marino.
Il 31 luglio del 1849, dopo la caduta della Repubblica Romana, il Generale ( quello prima di Vannacci) si rifugiò a San Marino, con meno di 2000 uomini inseguiti dagli austriaci e fu proprio a San Marino che si mostrò lo stratega.
Garibaldi, per ingannare il nemico, faceva correre avanti e indietro i suoi: dovevano far credere di essere tanti e tanto affaccendati.
A Leonforte succede la stessa cosa, più o meno. In Consiglio comunale pare che sia giunto il tempo della transumanza di s'asseoir per garantire la tenuta della maggioranza, con buona pace della coerenza, ma per non tediare i leonfortesi con queste amenità o con il solito disastro sanitario o la nota indecenza cimiteriale: "frasche" fra le tombe e bidoni dell'immondizzia riparati con lo scotch ; il primo cittadino condivide, su Facebook, catene di sant'Antonio sull'autismo, dimenticando che per chi ne ha bisogno è ancora inconciliabile l'ordinario orario scolastico con le terapie nonostante il rinnovo delle convenzioni e che per una persona affetta da disturbo ossessivo compulsivo i cosiddetti chain post o catene di sant’Antonio possono essere fortemente disturbanti. Per una persona con DOC ( Disturbo Ossessivo Compulsivo) anche un contenuto apparentemente banale può attivare un circuito mentale molto intenso e in questo senso, le catene di Sant’Antonio rappresentano un elemento potenzialmente esplosivo nell’esperienza online, soprattutto per chi frequenta abitualmente i social. In molte occasioni, il sindaco di Leonforte ha denunciato, giustamente, il "curtigghiu" spacciato per informazione: bene, bravo, bis, ma poi che fa? Mi scivola sulla catena di Sant'Antonio? I chain post o catene di Sant'Antonio non danno alcuna informazione mentre sfruttano meccanismi psicologici come ansia, pressione sociale, senso di responsabilità o paura dell’incertezza. Per una persona con disturbo ossessivo-compulsivo poi, le catene di Sant’Antonio possono essere particolarmente lesive perché toccano proprio quei meccanismi mentali che nel DOC sono già iperattivati. Sarebbe opportuno cancellare il post in questione dunque e evitare di alimentare un meccanismo perverso e dannoso. Sarebbe doveroso per chiunque, ovviamente, ma per chi comanda lo è di più o no?





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