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Succede a Leonforte

8 set
Tempo di lettura: 2 min

11 sono le matricole del liceo Classico di Leonforte.

Quello che una volta era il Nunzio Vaccalluzzo e che oggi è il Medi/Vaccalluzzo perché è stato accorpato al liceo Scientifico, quest'anno conta 11 nuovi iscritti. UNDICI.

Di questi/e quanti completeranno il quinquennio? Superando il IV e il V ginnasio e poi i tre anni di liceo? Boh?

La maggior parte degli studenti e delle studentesse ha preferito Scienze umane al liceo Classico.


Il dimensionamento del governo Meloni e la crisi dei licei classici in Italia ha toccato ( e affondato?) anche il nostro. A partire dal 2019/20, solo il 5,3% degli studenti ha scelto di studiare latino e greco e, negli anni a seguire, la tendenza non è cambiata anzi si è aggravata per la crescente denatalità.

"Con tutti i poblemi che ci sono proprio questo ti appunta?" No signoramia e che la salute di un sistema educativo e formativo basato sulla disciplina e l'analisi critica, costante e spietata, dovrebbe "appuntare a tutti/e".

Non è semplice nostalgia per gli autori antichi o per una didattica ferma al XIX secolo (eccezion fatta per la riduzione delle ore dedicate ai classici in seguito al trattato di Maastricht del 1992 e poi della riforma dei cicli d'istruzione secondaria superiore del 2010 , che hanno portato lo studio delle "lingue morte" da 15 a 11 ore, nell'ultimo anno di liceo) e che il peso specifico del Classico sulle lauree, in proporzione al numero di iscritti, è il più alto tra tutti gli indirizzi: il 15% dei laureati in Italia ha studiato latino e greco al liceo (dati Almalaurea). Significa che è perlopiù da questa scuola (e dal liceo scientifico, il primo in questa classifica) che provengono gli allori italiani. Pochi, tra l'altro, rispetto al resto d’Europa.

La maggior parte dei maturati al Classico prosegue il percorso accademico con la laurea, ma non ci sono dati sui corsi scelti in base all’indirizzo di provenienza perciò, per valutare il successo economico delle discipline classiche, si possono prendere in considerazione solo gli studenti che hanno proseguito il percorso con una laurea in Lettere antiche. E i risultati sono ambigui. Netto è invece il divario con le discipline scientifiche, che offrono maggiore scelta nell'ambito lavorativo e più alti guadagni.

I tempi cambiano, signoramia e cambia anche la forma mentis. Studiare costa e scegliere l'indirizzo di studi che garantisca più rapidi e alti guadagni è un obbligo quasi un dovere. Lo studio fine a se stesso è elitario, le masse devono fare, a pensare ci pensarennao i ricchi.

Sul fronte Ferro/Branciforti/Capra invece nulla di nuovo.

L'edificio è occupato solo in minima parte e la promiscuità fra pazienti in attes

a di diagnosi e degenti è permanente.

Le infezioni ringraziano.

Cosa o chi aspettiamo?

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